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Per saperne di più in fatto di certificati medici per l’attività sportiva non agonistica e chiarire a mamme e papà come comportarsi e cosa fare prima dell’inizio delle attività che svolgeranno quest’anno i propri figli, abbiamo raggiunto il nostro Medico dello Sport il dott. Sergio Lupo del team Diagnostica Pediatrica Bios.

Dott. Lupo per andare in palestra i  nostri bambini hanno bisogno del certificato medico?

“Se la palestra è affiliata al  CONI per tramite di una Federazione Sportiva o Ente di promozione sportiva e il piccolo sportivo viene tesserato all’atto dell’iscrizione in palestra, in quel caso è necessario produrre il certificato medico di idoneità all’attività sportiva non agonistica e la palestra deve rilasciare un modulo di richiesta di certificato medico esplicitando chiaramente a quale Federazione Sportiva o Ente di promozione sportiva è affiliata. Se invece, la palestra non è affiliata al CONI, allora il piccolo sportivo vi svolge soltanto un’attività ludico-motoria  quindi non serve alcun certificato medico.  Ovviamente questo vale non  solo per le palestre, ma anche per le piscine e alti impianti sportivi”.

Per lo svolgimento dell’attività ludico-motoria/amatoriale è necessaria una valutazione medica con relativa certificazione?

“Non è necessaria alcuna certificazione medica e quindi l’attività ludico-motoria può essere svolta in forma libera. È consigliata però una valutazione preventiva dei fattori di rischio presso il proprio medico curante. (Decreto del Fare, convertito in Legge 98, art. 42.bis, pubblicato nella GU il 20 agosto 2013)”.

Quali sono le norme che regolamentano l’attività sportiva?

“L’attività sportiva agonistica è regolamentata dal Decreto Ministeriale del 18 febbraio 1982, mentre la regolamentazione dell’attività amatoriale ludico-motoria e dell’attività non agonistica è disciplinata dal Decreto Ministeriale del 24 aprile 2013 e dall’art. 42-bis della Legge 09/08/2013 n. 98. Inoltre si tiene conto delle Linee Guida emanate del Ministero della Salute con Decreto del 08/08/2014”.

Quali sono le tipologie di attività fisica di cui si occupano queste norme?

“Sostanzialmente tre, in ordine crescente di impegno psico-fisico:

  • attività ludico-motoria/amatoriale;
  • attività sportiva non agonistica;
  • attività sportiva agonistica”.

Cominciamo proprio dall’attività ludico-motoria/amatoriale. Cos’è con maggiore esattezza?

“Per attività ludico-motoria/amatoriale si intende quella praticata da soggetti non iscritti presso società sportive o enti di promozione sportiva e finalizzata al raggiungimento e al mantenimento del benessere psico-fisico della persona. L’attività ludico-motoria/amatoriale, quindi, non è finalizzata al raggiungimento di prestazioni sportive di livello e non prevede un aspetto competitivo”.

Ci può fare qualche esempio di attività ludico-motoria/amatoriale?

“Ad esempio fare jogging al parco, fare fitness in palestra, andare in piscina o altre attività similari. Anche giocare a calcetto o a tennis con gli amici è attività ludico-motoria/amatoriale. Se invece queste stesse attività sono praticate da soggetti che le svolgono presso società sportive affiliate alle rispettive Federazioni nazionali, allora si ricade nell’attività sportiva vera e propria, che può essere di tipo agonistico o non agonistico a seconda dell’impegno psico-fisico richiesto, ma soprattutto dell’età del soggetto: ogni federazione ha stabilito per i suoi tesserati un’età in cui l’attività sportiva passa da non agonistica ad agonistica (ad esempio: 12 anni per il calcio, 8 per la ginnastica)”.

Cosa si intende per attività sportiva non agonistica?

“Si considera attività sportiva non agonistica quella svolta dai seguenti soggetti:

  • alunni che svolgono attività sportiva organizzata dalle scuole nell’ambito delle attività parascolastiche in orario extra-curriculare;
  • studenti che partecipano ai Giochi della Gioventù nelle fasi precedenti a quella nazionale;
  • tutti coloro che svolgono attività organizzate dal CONI, da società sportive affiliate alle Federazioni sportive nazionali, agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI, che però non siano considerati atleti agonisti”.

I certificati per l’attività non agonistica sono a pagamento?

“Se rilasciati dai medici dello sport sono a pagamento. Se rilasciati dai medici di famiglia o dai pediatri di libera scelta convenzionati con il SSN, sono gratuiti ma solo nei seguenti casi: attività sportive parascolastiche, su richiesta del Dirigente Scolastico e partecipazione ai Giochi della Gioventù nelle fasi precedenti a quella regionale. Ovviamente la gratuità riguarda la visita e la certificazione, non l’eventuale esame strumentale ECG, il cui costo è a carico del cittadino”.

Quanto tempo vale il certificato di idoneità per l’attività non agonistica?

“Ha validità, generalmente, 1 anno dalla data del rilascio”.

Quali sono i medici certificatori?

“I medici specialisti in medicina dello sport presso gli ambulatori delle ASL o presso studi e centri privati autorizzati, i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta convenzionati con il SSN, limitatamente ai propri assistiti e i medici della Federazione medico-sportiva del CONI”.

Quali esami clinici sono necessari?

“Prima del rilascio del certificato, il medico deve raccogliere l’anamnesi ed eseguire un esame obiettivo con misurazione della pressione. Inoltre deve acquisire agli atti copia del referto di un elettrocardiogramma a riposo effettuato dal paziente almeno una volta nella vita. A prescindere dall’età, se il paziente soffre di patologie croniche conclamate che comportano un aumento del rischio cardiovascolare, è necessario prescrivere un elettrocardiogramma basale ogni anno. Anche in questo caso, copia del referto deve essere acquisita agli atti del medico certificatore. Il medico può in ogni caso prescrivere anche altri accertamenti ed esami, in relazioni alle specifiche necessità del paziente, così come può avvalersi, secondo il suo giudizio clinico, della consulenza di un medico dello sport o di un altro collega specialista nella specifica branca”.

Dott. Lupo, certificato o no, è comunque consigliabile far effettuare ai nostri bambini una visita medico – sportiva prima dell’inizio delle attività sportive?  E perché?

“Effettuare un controllo medico-sportivo prima di iniziare la pratica dello sport, è sempre consigliabile. Serve a valutare lo stato di salute, evidenziando eventuali problematiche cardio-respiratorie (aritmie cardiache, allergie …) e/o strutturali (scoliosi, cifosi, piede piatto …) che potrebbero controindicare la pratica di alcune attività sportive, ma anche a fornire le idonee indicazioni di igiene alimentare per il mantenimento di un adeguato equilibrio peso/statura o per il ripristino dello stesso in caso di eccesso ponderale”.

 

La Bios Spa è al fianco anche di mamma e papà, con la sezione Medicina dello Sport per adulti.

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