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Il 16 aprile scorso, presso il Grand Hotel Ritz di Roma, si è tenuto il corso Ecm “Allergologia e Otorinolaringoiatria in età pediatrica” organizzato dal Gruppo Bios. Al corso sono intervenuti il Prof. Armando Calzolari, la Dott.ssa Federica Rota, il Prof. Giuseppe Berruti e il Dott. Berardo Montemurri, medici specialisti in ambito pediatrico.

Per tutti coloro che non hanno potuto partecipare e anche per i genitori che desiderano saperne un po’ di più,  ne riportiamo una breve sintesi, iniziando proprio da una delle patologie allergiche più diffuse: la rinite allergica.

La rinite allergica è un problema comune durante l’infanzia e l’adolescenza e pur non essendo sempre una malattia grave, impatta negativamente sul benessere fisico, sociale e psicologico. La sua prevalenza è tendenzialmente in aumento  arrivando a colpire dal 5 al 35% della popolazione. La divulgazione e l’applicazione delle linee guida sono in grado di migliorare la gestione dei pazienti.  Gli antistaminici orali di seconda generazione e i corticosteroidi intranasali sono entrambi appropriati per il trattamento di prima linea della rinite allergica, anche se questi ultimi sono più efficaci sui sintomi ostruttivi. Singole somministrazioni giornaliere di corticosteroidi sono preferibili dato il loro profilo di sicurezza migliore. Terapie potenzialmente utili in aggiunta al trattamento comprendono antagonisti del recettore dei leucotrieni per via orale, brevi sequenze di decongestionanti nasali, irrigazioni saline e anticolinergici nasali.

L’immunoterapia allergene-specifica è utile nelle forme di rinite allergica IgE-mediata e può prevenire la comparsa di nuove sensibilizzazioni e lo sviluppo di asma. La rinite si associa spesso all’asma e costituisce fattore di rischio per la sua insorgenza. Oltre all’asma possono associarsi alla rinite numerose altre co-morbilità. La prevalenza dell’allergia alimentare, cioè di quella quota di reazioni avverse ad alimenti che hanno alla base un meccanismo immunologico, è circa il 6% in età pediatrica e il 3,7% negli adulti; questo contrasta con approssimativamente il 20% della popolazione che altera la propria dieta per una “percepita” reazione avversa ad alimenti2-3.
La diagnosi di allergia alimentare si deve effettuare con procedure scientifiche per fornire informazioni adeguate alla famiglia,   evitare false malattie e/o stati di ansia che possono degenerare in isolamento o iperprotezione del bambino e attuare una terapia corretta ed efficace.

La congiuntivite allergica e’ un processo infiammatorio a carico della congiuntiva indotto da vari allergeni sia chimici che naturali. Le varie forme di reazioni allergiche di ipersensibilità, i vari tipi di congiuntivite allergica distinte vengono trattate in base ai sintomi di esordio (acute e croniche), in base alle cause ( forme  stagionali, perenni,atopiche etc…). Inoltre, vengono evidenziati i segni e i sintomi caratteristici o tipici delle congiuntiviti allergiche ( gonfiore bruciore etc). Si sottolineano gli aspetti diagnostici (anamnesi, test di laboratorio). Infine, la diagnosi differenziale, posta con altre malatttie oculari ( congiuntivite virale, batterica) e gli aspetti terapeutici a partire dalla prevenzione fino alle terapie di competenza medica. In ultimo vengono riportati rimedi e consigli pratici per velocizzare la rimessa in salute degli occhi colpiti da congiuntivite allergica.

L’otite media rappresenta una delle patologie più diffuse dell’età pediatrica, dalle casistiche mondiali risulta che un’altissima percentuale di bambini (80-90%) entro i primi 5/6 anni di vita abbia contratto uno o più episodi di otalgia o catarro endotimpanico. Queste  patologie rappresentano un problema quotidiano con il quale il pediatra e l’otorinolaringoiatra pediatra si confrontano, a causa del notevole impatto che hanno, sia dal punto di vista sociale, che biologico (Ipoacusia, otite purulenta cronica, disturbi di apprendimento e ritardi linguistici).
Così come l’otite media essudativa anche l’otite media acuta  ricorrente riconosce le medesime cause eziopatogenetiche,  in quanto, entrambe le patologie, possono essere considerate come fasi diverse della stessa malattia, ovvero estrinsecazioni patologiche della stessa eziopatogenesi che agisce su substrati diversi. Proprio l’ampia diffusione ed il notevole impatto economico/sociale di queste patologie ha portato nel corso degli anni l’attenzione del mondo scientifico a cercare di chiarirne le cause, definirne l’evoluzione e indicarne le possibili terapie; a questo proposito sono state pubblicate linee guida da parte di gran parte delle società accademiche mondiali, basate sulla medicina dell’evidenza e su meta analisi, al fine di  uniformare e rendere più efficienti i comportamenti diagnostico-terapeutici. Malgrado ciò restano ancora molte difformità comportamentali legate alla grande varietà delle manifestazioni cliniche, dei disturbi correlati,  della frequente sottovalutazione del problema.
Da un punto di vista nosologico l’otite media essudativa (OME) viene definita come la presenza costante di versamento endotimpanico catarrale per un periodo di tempo di almeno 3 mesi a volte associata ad ipoacusia ma senza segni clinici evidenti, mentre l’otite media acuta ricorrente si presenta come una patologia limitata nel tempo ad insorgenza rapida, associata a  versamento endotimpanico catarrale o purulento ed iperemia della membrana timpanica, ai quali possono essere associati il dolore, la febbre  e tutto il corteo sintomatologico delle flogosi acute (cefalea,astenia ecc). Viene definita ricorrente la forma in cui gli episodi acuti si presentino in numero maggiore di 3 in 6 mesi.

Le cause dell’otite media del bambino sono molteplici, principalmente di tipo anatomico, ambientale, flogistico ed infettivo.
In particolare, osserviamo come la conformazione della tuba di Eustachio e la sua immaturità funzionale, nei primi anni di vita, faciliti la penetrazione dei germi patogeni provenienti dal cavo rinofaringeo rendendo l’orecchio molto vulnerabile agli episodi flogistici delle vie aeree superiori, inoltre va fatta menzione delle patologie associate a sindromi malformative come ad esempio la palatoschisi o la sindrome di Down. Tra i fattori di rischio ambientali sono da menzionare la suzione prolungata, (succhiotto biberon ecc.) la scolarizzazione precoce, il fumo passivo e l’allattamento artificiale.
La genesi flogistica è sostanzialmente legata alla diffusione, in età pediatrica, degli episodi infiammatori  delle prime vie aeree,  dovuti sia alla incompleta maturazione delle competenze immunologiche del bambino ma anche alle condizioni di disreattività o allergia ( in aumento negli ultimi anni). Tali condizioni comportano una stimolazione persistente e ripetuta inducendo l’edema e l’ipertrofia della mucosa respiratoria. In questo ambito molto discussa è l’influenza dell’ipertrofia adenoidea sull’otite media soprattutto al di sotto dei 4 anni di vita. La storia naturale dell’otite essudativa, ma anche dell’otite acuta non complicata, è verso la guarigione spontanea, ma vi è una considerevole quota di pazienti considerati a rischio, per la concomitanza di altre patologie, nei quali l’intervento terapeutico si rende necessario al fine di prevenire l’evoluzione di queste patologie in quadri clinici più complessi.

La necessità di una sicura valutazione funzionale ed anatomica della patologia sia essa acuta o cronica, la conoscenza approfondita delle problematiche ad essa associate, rappresenta la base dalla quale si deve partire per eseguire uno scrupoloso follow up clinico e strumentale ed un’attenta prevenzione medica o chirurgica di tutte le complicanze ad essa associate.

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