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Diabete-Mellito

Il diabete mellito

Il Diabete Mellito di Tipo 1 (DMT1) è la più frequente endocrinopatia cronica dell’età pediatrica. L’osservatorio CINECA-SID ARNO ha recentemente osservato, nel periodo 2003-2012, 2.357 nuovi casi nella popolazione di età compresa tra gli 0 e i 29 anni, risultanti in un’incidenza di 16,1 casi/100.000 persone/anno, senza differenze tra i due sessi o tra fasce di età (0-14 e15-29 anni), ma con una prevalenza in aumento da 137 a 166,9 casi/100.000, in particolare nella fascia di età 15-29 anni.

Il medesimo studio ha osservato una riduzione negli anni dei ricoveri per chetoacidosi, ma un’attenzione non ancora sufficiente, se si considera che si dovrebbe effettuare almeno una misurazione annuale di HbA1c, osservata invece solo nel 48,5% del campione. Se si considera, invece, l’incidenza della patologia nella sola età pediatrica (0-14 anni) in Italia, essa è compresa tra 8 e 10/100.000 nell’Italia continentale mentre è di 12/100.000 in Sicilia e 44/100.000 in Sardegna.

Il diabete mellito in adolescenza

L’adolescenza che costituisce di per sé un periodo critico per la cura della patologia cronica, nel DMT1 è gravata dall’ulteriore difficoltà di raggiungimento del compenso glicemico a causa dell’insulino-resistenza puberale, ma anche dalla mancata corretta gestione della terapia a causa del cambiamento dello stile di vita, cardine della terapia del DMT1.

  • Cambiamenti nella dieta
  • nella regolarità dei pasti
  • nel ritmo sonno-veglia
  • riduzione dell’attività fisica
  • presenza di abitudini voluttuarie

concorrono a inficiare la gestione di questa patologia. Una recente metanalisi a firma del gruppo di lavoro di Schultz ha osservato come la presenza di un programma di transizione, in particolare se eseguito avvalendosi sia di un coordinatore clinico sia di una struttura dedicata alla transizione/adolescenza, abbia ottenuto i migliori risultati in termini di aderenza alla cura, riduzione delle complicanze acute, miglioramento del compenso glicemico e della qualità di vita.

La preparazione del paziente al processo di transizione, spiegandone il percorso, riduce di 2,5 volte il rischio di peggiorare il compenso glicemico.

Il giovane paziente con diabete mellito

È importante che sia il pediatra sia il MMG sappiano come il processo di transizione, ove presente un programma in struttura, può richiedere del tempo (anche 2 o più anni) durante il quale il paziente con diabete mellito di tipo 1 viene preparato a tale percorso. L’età della transizione può essere variabile (mediamente tra i 18 e i 21 anni) in base alle esigenze del paziente e alle sue richieste, non essendo stato individuato ancora un momento ideale. È recente la presa di posizione dell’American Diabetes Association la quale, tenendo presenti le sempre crescenti difficoltà che incontrano i giovani nel trovare il primo impiego, sta spostando inevitabilmente la fase di fine del periodo adolescenziale, che per definizione dovrebbe coincidere con il momento in cui si raggiunge l’indipendenza dalla famiglia, sempre più avanti negli anni. Recentemente gli Americani hanno introdotto una nuova categoria: la cosiddetta emerging adulthood comprende dunque la fase post-adolescenziale che va dai 18 ai 24 anni e, addirittura, dai 25 ai 30 anni, costituendo quella fase tardiva in cui vengono assunti i ruoli tradizionali (lavoro, matrimonio, stabilità economica).

Presso il nostro Centro è attivo il servizio di Endocrinologia Pediatrica dedicato a bambini e ragazzi da 0 a 18 anni, atto a diagnosticare evenutali patologie endocrine. visita la pagina dedicata cliccando qui o chiama il CUP Bios allo 06/809641

 

Articolo tratto da “Dal pediatra al medico dell’adulto”. Guida a cura della FIMP

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