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carni rosse

In Italia, 1 bambino su 3 rifiuta frutta e verdura e spesso, mangia velocemente davanti alla televisione pasti non completi e bevande gassate. Inoltre, l’uso abituale di prodotti alimentari  ipercalorici ed a buon mercato, unitamente al ridotto dispendio energetico attraverso l’attività motoria (tipica delle civiltà evolute), hanno condotto in pochi decenni ad un aumento del numero di soggetti sovrappeso e/o obesi.

Cosa fare?

Innanzitutto occorre considerare che come gli adulti “i bambini mangiano anche con gli occhi”. Dialogare e interessarsi del parere dei nostri figli è utile anche a tavola. La refezione scolastica, come la tavola di famiglia sono due sedi più che adeguate per interventi di educazione alimentare, atti a favorire un percorso educativo e formativo. Attraverso la scoperta e l’assaporamento di sapori alternativi, di diverse modalità di presentazione dei cibi, si possono correggere abitudini consolidate e non rispondenti ad una dieta equilibrata e salutare.

1. Coinvolgerli nella preparazione dei pasti

Fatevi aiutare in cucina e rendete il momento della preparazione della cena una parentesi ludica. Ad  esempio potreste preparare degli spiedini di frutta o delle composizioni con vari tipi di verdure (carote, pomodori o finocchi…). La scarsa accettazione delle verdure infatti, può essere cuasata dalle qualità intrinseche, ma anche dalla modalità di cottura e presentazione, dal “modello dei genitori”, da fattori culturali ed ereditari. Per i bambini anche le verdure non sono tutte uguali!

2. Seguire un programma educativo alimentare

Assolutamente si. Partendo da: niente cibo davanti alla televisione. Mangiare meccanicamente davanti al video è il modo migliore per perdere il controllo e per riempirsi di cibo senza accorgersene. In più, rimanendo immobile, non riesce a smaltire le calorie ingerite. E’ consigliabile non tenere scorte di “cose buone” in casa. Quindi: merendine, biscotti, dolci, patatine fritte e altri cibi che possano essere saccheggiate senza controllo, meno che mai se il bambino rimane spesso solo in casa. Certo, nessun cibo è da vietare del tutto, perchè i divieti stimolano: ma, dato che non si può dire “no” a tutto, conviene “contrattare” le occasioni in cui certe golosità sono concesse e, per quelle più facilmente disponibili, fargli capire che vanno mangiate in piccole quantità. Occorre prestare molta attenzione anche all’uso delle bevande gassate: ricche di zuccheri. Una ogni tanto è concessa, ma bisogna far capire che la sete si toglie con l’acqua. Mai lasciare in frigo bottiglie da due litri dalle quali attingere liberamente: per un bambino una lattina è già troppo”.

3. No alla fretta!

Quando si mangia troppo velocemente, la mente non ha neppure il tempo di rendersi conto che lo stomaco si è già riempito. Ci vogliono infatti circa 20 minuti perché il segnale di sazietà arrivi al cervello dallo stomaco pieno. Insegnate ai vostri figli a masticare bene, a fare una pausa dopo ogni portata o, meglio ancora, quando il piatto è vuoto a metà. Naturalmente devono mangiare piano anche i genitori. Per quanto riguarda la colazione, anche se può sembrare strano, i bambini che saltano la colazione rischiano di ingrassare quattro volte di più, perché partono con un debito calorico che tendono a riempire in eccesso durante la giornata”.

Articolo a cura del Dr. Giorgio Pitzalis specialista in Gastroenterologia e Nutrizione Pediatrica

 

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