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ortopedia

I traumi in età pediatrica si verificano piuttosto frequentemente. Solitamente, presentano una stagionalità inversa rispetto agli adulti. Infatti tra gli adulti il picco di eventi traumatici si verifica durante i mesi freddi, dal tardo autunno all’inizio della primavera a causa dell’aumento degli incidenti stradali ed in particolare di quelli motoristici.
In età pediatrica invece, la massima incidenza dei traumi si verifica nei mesi caldi – quando i bambini passano più ore all’aria aperta – o quando sono impegnati nelle attività ludico-sportive. La presenza delle cartilagini di accrescimento, le variazioni della forza e dell’elasticità dei muscoli e la plasticità del tessuto osseo rappresentano le peculiarità che differenziano in modo sostanziale lo scheletro del bambino. Se per certi versi tali caratteristiche sono la base del potenziale della crescita per altri determinano una generale situazione di vulnerabilità. Per conoscere quali sono le fratture più comuni in età pediatrica e capire come intervenire, abbiamo raggiunto il Prof. Vincenzo Guzzanti, Medico Chirurgo Specialista in Ortopedia.

“In linea generale le fratture più comuni sono quelle dell’arto superiore, in particolare delle dita (falangi), del polso e del gomito. Gli arti inferiori sono coinvolti meno frequentemente. Quando occorrono quelle di tibia e perone sono le più comuni. Solitamente i pazienti vengono condotti presso le strutture di PS più vicine dove viene fatto un primo inquadramento diagnostico, clinico e strumentale, quindi si provvede ad una immobilizzazione provvisoria dell’arto con stecche gessate o cartoni pre-sagomati. Successivamente i pazienti vengono inviati verso le strutture territoriali di riferimento per l’ortopedia pediatrica per provvedere al trattamento definitivo che, in molti casi, potrà essere anche chirurgico”.

Prof. Guzzanti, quali sono le situazioni più frequenti che causano fratture nei bambini?

“Nel bambino piccolo le fratture si verificano spesso in ambiente domestico in seguito a traumi a volte anche banali. Si tratta di cadute accidentali, talvolta da fermo, che si verificano nel bambino che ha iniziato da poco la deambulazione e possono provocare la frattura spiroide della tibia o fratture a legno verde dell’avambraccio.
Dopo i 3 anni le fratture si verificano di solito durante l’attività ricreativa nei parchi gioco o nelle strutture sportive. Nel primo caso i tappeti elastici e i giochi gonfiabili sono con grande frequenza chiamati in causa. Per quanto riguarda gli infortuni sportivi, negli ultimi anni si è osservato un incremento marcato dei traumatismi in ragione della partecipazione sempre più precoce dei bambini alle discipline sportive, spesso anche a livello agonistico”.

Un genitore, come fa a capire se il bambino ha preso solo una brutta botta o si è fratturato un osso?

“In generale, i segni clinici di sospetto sono rappresentati dalla tumefazione con o senza ecchimosi, dal dolore localizzato, spontaneo o provocato, dall’impotenza funzionale o dal rifiuto di appoggiare il piede a terra. Il sospetto diviene quasi certezza in presenza di una deformità del profilo scheletrico. Tuttavia nel bambino si possono verificare delle fratture incomplete, dette a legno verde, che possono passare misconosciute in quanto la tumefazione può essere scarsa o assente e il dolore presente solo alla palpazione. Per questo, anche in presenza di scarsi segni clinici se il bambino zoppica o assume degli atteggiamenti di difesa è opportuno rivolgersi ad un medico ortopedico”.

Il  Prof. Guzzanti effettua visite specialistiche presso il nostro Centro, previo appuntamento. Per saperne di più, clicca qui.