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Far seguire una corretta alimentazione ai nostri figli significa prestare attenzione alla qualità e alla quantità degli alimenti che assumono ogni giorno. È importante far adottare – anche da noi adulti in primis – un’alimentazione varia e bilanciata, nella quale ciascun alimento concorra, con le sue specifiche proprietà nutrizionali, a garantire un apporto completo di tutte le sostanze necessarie al buon funzionamento dell’organismo. Con il Dr. Giorgio Pitzalis, Specialista in Dietologia e Gastroenterologia Pediatrica, abbiamo individuato i 10 errori alimentari nutrizionali più diffusi (che sarebbe meglio evitare).

I 10 errori da evitare a tavola 

1. La prima colazione è di frequente frettolosa, ridotta o “dimenticata”.
2. Lo spuntino del mattino di conseguenza, è ipercalorico.
3. Il latte è spesso precocemente abolito e sostituito da bevande gassate e zuccherate (che determinano una ridotta assunzione di calcio e aumento della quota di fosforo assunto con la dieta).
4. È frequente un consumo eccessivo di proteine animali, grassi saturi e sodio, mentre si registrano carenze di carboidrati complessi (amidi), fibra alimentare, calcio, ferro, zinco e acido folico.
5. Il pranzo è spesso incompleto e veloce.
6. La merenda del pomeriggio, carente di latte o yogurt o frutta, è basata su cibi industriali (snack dolci o salati) o carboidrati ad alto indice glicemico (pane, patate, succhi di frutta, dolciumi).
7. La cena (molto spesso l’unico momento di “aggregazione familiare”), tende ad essere il pasto principale della giornata, spesso ipercalorico e carente comunque di verdure e frutta.
8. La tendenza è di ridurre il numero dei pasti assunti negli orari canonici al domicilio e di ingerire più “pasti-snack”, consumati senza soluzione di continuità durante la giornata a scuola, al lavoro o nei locali pubblici.
9. La diffusione nelle scuole di distributori automatici di alimenti ad alto contenuto di grassi e di zuccheri semplici e di bibite analcoliche dolci, non facilita il corretto comportamento alimentare.
10. Infine, è pressante il ruolo dei mass media, i soli a fare educazione alimentare, quasi mai obbiettiva.

Quale dieta in età evolutiva dunque?

Una corretta alimentazione, valida anche per l’età infantile, prevede che il 12-15% delle calorie sia fornito dalle proteine, il 25-30% circa dai lipidi e il 55-60% circa dai carboidrati.

La percentuale dei lipidi dovrebbe essere suddivisa in: 10% acidi grassi saturi, 7-8% polinsaturi e 12-13% monoinsaturi. L’apporto di colesterolo non deve superare i 100 mg/1000 kcal. Il calo ponderale deve risultare lento ma progressivo e la dieta deve essere ipocalorica bilanciata in termini di macronutrienti (proteine, carboidrati, lipidi) e contenere in quantità adeguata minerali e vitamine. In genere è consigliato ridurre del 30% gli apporti calorici calcolati per l’età e sesso.

La distribuzione dei pasti deve avvenire in 5 appuntamenti con il cibo, così suddivisi:

  • 15% di calorie a colazione
  • due piccoli snacks che apportino un 10 % di energia
  • 40% a pranzo
  • 35 % a cena

E’ da tenere presente che il tipo di trattamento dipenderà dal grado di obesità, dall’età, dalla presenza di complicanze, dalla volontà del bambino e della famiglia di cambiare.

Se volete ricevere un parere medico, potete prenotare un consulto specialistico con il Dr. Pitzalis chiamando il nostro CUP Bios allo 06809641