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Pidocchi

I pidocchi colpiscono ogni anno circa un 1 milione e mezzo di ragazzi in età scolare e le vittime preferite sono i più piccoli. Secondo le stime infatti, i pidocchi attaccano ogni anno circa 900 mila bimbi sotto i 6 anni. Ecco come riconoscerli e come intervenire.

Cosa sono i pidocchi?

La pediculosi (vale a dire i pidocchi) è un’infestazione causata dalla presenza di piccoli parassiti di colore grigio-biancastro muniti di zampette uncinate che permettono loro di attaccarsi a capelli e peli. I pidocchi non possono essere trasmessi dagli animali e non sono in grado di sopravvivere a lungo lontano dal cuoio capelluto. I parassiti si nutrono di sangue e il loro ciclo vitale ha la durata di un mese. Gli insetti  vivono a contatto con la cute e le loro uova, chiamate lendini, di colore bianco-lucido, poco più piccoli di una testa di spillo, si differenziano dalla forfora in quanto aderiscono tenacemente al cuoio capelluto.

I sintomi

Il prurito è il sintomo che può far pensare ad un ipotetico contagio e deriva dalla reazione allergica della cute alla saliva dei pidocchi. Ma il prurito non si manifesta prima di qualche settimana. Le punture infatti, in un primo momento non vengono avvertite per via di una sostanza anestetizzante presente nella saliva dell’insetto.

Come capire se il bambino ha preso i pidocchi

Bisogna basarsi sul ritrovamento dell’insetto adulto e delle uova, specialmente all’altezza della nuca o dietro le orecchie. Se c’è pediculosi, si rilevano puntini bianchi o marrone chiaro, di forma allungata, traslucidi, poco più piccoli di una testa di spillo. Si differenziano dalla forfora in quanto le lendini non si staccano dal capello quando lo si fa scorrere tra le dita, essendo tenacemente attaccate ad esso da una particolare sostanza adesiva. La certezza dell’infestazione si ha solo quando si trova il pidocchio vivo. La presenza di lendini non indica la presenza del pidocchio.

Il contagio: miti metropolitani da sfatare 

Innanzitutto bisogna sfatare un’errata convinzione: i pidocchi non possono saltare da una testa all’altra e non possono volare. Piuttosto bisogna prestare la massima attenzione ad oggetti come pettini, fermacapelli o spazzole. Il contagio avviene da persona a persona, per contatto diretto o attraverso lo scambio di effetti personali. Non è vero neppure che i pidocchi preferiscono i capelli sporchi. Chiunque può essere infestato, indipendentemente dalla sua igiene e dal tempo trascorso dall’ultimo lavaggio dei capelli. Tra le numerose specie di pidocchi esistenti in natura, quelli del capo (Pediculus humanus capitis) sono quelli che causano la maggior parte delle infestazioni e rappresentano un problema di sanità pubblica per la rapidità con cui si propaga l’infestazione.

 

Se vostro figlio ha preso i pidocchi non allarmatevi, ma rivolgetevi con fiducia al vostro pediatra, saprà dirvi come risolvere il problema. 

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