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Articolo a cura della dr.ssa Ilaria Averardi Logopedista

Il fenomeno del bilinguismo

Nella società attuale il fenomeno del plurilinguismo assume un effetto rilevante. Questo sia a causa del grande aumento di fenomeni migratori che comportano un amalgamarsi di codici linguistici e di aspetti culturali, sia per la tendenza sempre più diffusa all’esposizione a due o più lingue nei bambini fin da piccoli.

Già a 4 giorni i bambini colgono la differenza tra la loro lingua naturale e un’altra, mostrando una chiara preferenza per la prima. I bambini sembrano basarsi su proprietà complesse e dinamiche del segnale sonoro, soprattutto l’intonazione: ogni lingua ha contorni melodici, un’intonazione, un ritmo e un’accentuazione che le sono propri. I neonati sviluppano una sensibilità verso le proprietà prosodiche della lingua a cui sono esposti, ed è proprio grazie alle pause, all’intonazione, al ritmo che estraggono informazioni sul modo in cui segmentare il linguaggio. [Mehler 2009].

In termini logopedici le prime domande che possiamo porci sono: Il bilinguismo altera o ritarda il corso tipico dello sviluppo linguistico? I bambini esposti a bilinguismo sono più soggetti a presentare disturbi di linguaggio? Il bilinguismo causa ritardi nello sviluppo cognitivo del bambino?
Si può definire bilingue una persona dotata di flessibilità cognitiva che sviluppa e alterna due codici linguistici, facendo inoltre propri anche i due sistemi culturali sottostanti.

I diversi di tipi di bilinguismo vengono classificati in base a:

  • età di acquisizione delle due lingue (simultaneo, consecutivo e tardivo);
  • livello di fluenza e competenza nelle due lingue (bilanciato se vi è uno stesso livello di fluenza, dominante se vi è una maggiore competenza e fluenza in una delle due lingue);
  • valore sociale delle due lingue all’interno dell’ambiente in cui cresce il bambino. Si parlerà pertanto di bilinguismo “additivo” quando entrambe le lingue (lingua madre ed appresa) all’interno della società vengono valorizzate e di bilinguismo “sottrattivo” se vi è una svalutazione della lingua madre nell’ambiente socioculturale in cui vive il bambino e questo comporterà un’erosione di L1 (lingua madre) e ciò può determinare effetti negativi nello sviluppo emotivo e cognitivo.

Cos’è il code mixing?

Si assiste molto spesso al fenomeno del “code-mixing” quando i componenti di una delle due lingue vengono inclusi dell’altra e viceversa. La mescolanza dei codici, non indica confusione linguistica, in quanto avviene anche nei bilingui adulti, segue regole precise ed  è molto più frequente quando i bambini parlano con altri bilingui che quando parlano con monolingui. [Grosjean 2008] Tali mescolanze diventano però patologiche se sono sistematiche, inconsapevoli ed interferiscono con la correttezza grammaticale della frase. [Paradis, 2004]

È importante citare una serie di vantaggi linguistici nel crescere bilingui quali una consapevolezza precoce di suoni, parole e frasi, maggiori capacità di apprendimento delle lingue, ed una serie di vantaggi cognitivi (attenzione, memoria, capacità di problem solving) che rendono i bambini più capaci di gestire molte situazioni della vita quotidiana.

Il disturbo di linguaggio

Per disturbo di linguaggio (DSL) si intendono delle selettive difficoltà nell’acquisizione del linguaggio a livello di produzione (fonologica-morfosintattica) e/o di comprensione in bambini normodotati che non presentano alterazioni neurologiche, difficoltà percettive, problemi relazionali, svantaggio socio-culturale.
È importante sottolineare come le evidenze scientifiche in letteratura rilevano che la condizione di bilinguismo non è uno dei fattori scatenanti il disturbo (che sussiste indipendentemente da tale condizione), e non pone il bambino con DSL in una condizione più aggravata rispetto ai coetanei monolingui che presentano lo stesso deficit. Inoltre bilinguismo non altera il corso tipico dello sviluppo linguistico. Infatti bambini bilingui seguono le stesse tappe con analoga tempistica dei bambini monolingui.

Valutazione e trattamento del bambino bilingue

I genitori devono innanzitutto riferirsi al neuropsichiatra per stabilire se si tratta di un vero e proprio disturbo del linguaggio oppure di una insufficiente esposizione alla lingua. Egli valuterà se prescrivere eventuali approfondimenti (quali ad esempio una valutazione cognitiva, esami della vista e dell’udito) e richiederà una consulenza logopedica.
La valutazione logopedica consisterà in una componente qualitativa che comprenderà un’anamnesi transculturale (con mediatore culturale se necessario), sottoposizione di questionari e interviste ai genitori al fine di creare un completo profilo linguistico del bambino. Il logopedista effettuerà un’interazione con il bambino attraverso il gioco spontaneo e simbolico, strettamente connessi allo sviluppo del linguaggio.
La valutazione quantitativa comporterà la somministrazione di test (fonologia, vocabolario in comprensione e produzione, sintassi, abilità narrative e pragmatica) da parte del logopedista per tutte le lingue da testare anche se molto spesso i test tradotti da un’altra lingua possono non rispecchiare le caratteristiche specifiche della lingua da valutare.

Il trattamento logopedico

Il trattamento logopedico avrà durata variabile. Sarà infatti a “misura di bambino”; verranno presi in considerazione tutti gli aspetti rilevati dalla valutazione e potenziati in base ai metodi più recenti e validati. Esso avverrà principalmente nella sua lingua dominante; a casa verrà richiesto ai genitori di non smettere di parlare la propria lingua (a meno che non ci si trovi in una situazione di grave compromissione). Per il supporto della seconda lingua sarà importante l’uso di sistemi grafico-simbolici. In questo modo le acquisizioni verranno generalizzate. Sarà inoltre importante la collaborazione con insegnanti, parenti e caregiver. Lo scopo sarà quello di insegnare ai bambini competenze linguistiche che siano generalizzabili in contesti differenti da quello scolastico. In questo modo, nuove acquisizioni non specifiche potranno incrementare tutto il bagaglio linguistico.

La dr.ssa Ilaria Averardi riceve su appuntamento presso il nostro Centro. Per informazioni potete chiamare il CUP Bios allo 06/809641 

 

Riferimenti

“I bambini bilingui: favorire gli apprendimenti nelle classi multiculturali» Carrocci Editore, Bonifacci,” 2018
“Miniguida per gli specialisti, bilingui e contenti”, Maria Pia Scipioni, FLI (federazione logopedisti Italiani) 2014
“Lo sviluppo della competenza comunicativa orale dell’italiano come lingua straniera. Accenni neurolinguistici e glottodidattici” Brazzalotto M., 2013
“Flexible Learning of Multiple Speech Structures in Bilingual Infants”, Ágnes Melinda Kovács*, Jacques Mehler, 2009
“Studying bilinguals”, F Grosjean – 2008

“Communication and language intervention series. Dual language development & disorders: A handbook on bilingualism & second language learning”, Baltimore, MD, US: Paul H Brookes Publishing, Genesee, F., Paradis, J., & Crago, M. B., 2004
“Knowledge and skills needed by speech–language pathologists and audiologists to provide culturally and linguistically appropriate services”. American Speech-Language-Hearing Association, 2004
“Lo sviluppo del bambino bilingue”, Dott.ssa Rita Mari Dott.ssa Marina Porrelli NPIA-ASL Modena